Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale: a che punto siamo?
L’iniziativa della Commissione europea
La digitalizzazione sta assumendo un ruolo sempre più centrale nell’economia europea. Come conseguenza, le istituzioni europee, a partire dalla Commissione europea, hanno avviato un percorso per definire una regolamentazione chiara nei settori di innovazione tecnologica.
In tale contesto la Commissione europea ha avviato una importante iniziativa nell’aprile del 2021 pubblicando una bozza di proposta di regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Una volta approvate, queste norme costituirebbero la prima normativa al mondo dedicata all’intelligenza artificiale.
Gli obiettivi della regolamentazione
Le istituzioni europee e gli Stati membri avevano già da tempo formalizzato la necessità di agire per regolamentare la commercializzazione ed utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale.
In particolare, la Commissione europea individuava una serie di obiettivi e necessità nella propria comunicazione al parlamento europeo, al consiglio, al comitato economico e sociale europeo e al comitato delle regioni del 25 aprile 2018 (la “Comunicazione 2018”). Tra questi si ricordava l’importanza di garantire che l’Europa sia competitiva a livello mondiale nel panorama dell’intelligenza artificiale, che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale sia inclusivo e che questa nuova tecnologia rispetti i valori fondamentali dell’Unione europea.
Conseguentemente, lo scopo principale del regolamento sull’intelligenza artificiale è migliorare il funzionamento del mercato interno europeo istituendo un quadro giuridico uniforme in particolare per quanto riguarda lo sviluppo, la commercializzazione e l’uso dell’intelligenza artificiale in conformità ai valori dell’Unione.
L’approccio regolamentare
Nel determinare la nuova normativa, le istituzioni europee seguono un approccio basato sul rischio, stabilendo obblighi per fornitori e utenti in base al livello di rischio che l’intelligenza artificiale può generare. In particolare, a fronte di una definizione tecnologicamente neutrale di intelligenza artificiale, sono individuati diversi livelli di rischio: inaccettabile, rischio alto, rischio limitato e rischio minimo. Mentre i sistemi di intelligenza artificiale a rischio inaccettabile sono vietati (come regola generale), ad ogni altro livello di rischio sono associati diversi obblighi.
A valle della recente diffusione di sistemi di c.d. Generative AI, capaci di generare in autonomia testi complessi (e.g. Chat GPT), immagini (e.g. Midjourney), audio e/o video, il Parlamento europeo ha introdotto, nella redazione delle proprie proposte di modifica della proposta di regolamento della Commissione, obblighi legati ai sistemi di generative AI.
È importante notare che la normativa di nuova produzione non si limiterà ad essere applicata ad aziende e/o consumatori europei, bensì avrà ad oggetto la fornitura e/o utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale nel territorio dell’Unione europea, indipendentemente dall’origine del produttore o distributore. Questo elemento è volto a far sì che le aziende europee non subiscano uno svantaggio competitivo, ma che anche le aziende di Paesi terzi, ove siano interessate al mercato europeo, ne rispettino i principi fondamentali.
Cosa aspettarci nei prossimi mesi
A seguito della proposta della Commissione europea, a giugno 2023 sono stati avviati i trialoghi con il Parlamento europeo e il Consiglio.
In data 8 dicembre 2023 i rappresentanti del Parlamento europeo e del Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla bozza di regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. Il testo dovrà essere votato ed approvato definitivamente da entrambe le istituzioni, cosa che ci si aspetta avvenire nei prossimi mesi.
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