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La crescita del mercato della tokenizzazione
Uno dei trend più importanti e di recente crescita nel mondo del Web3 è quello della tokenizzazione di asset. Questi ultimi possono rappresentare diverse tipologie di beni (e.g. Real World Assets sia mobili sia immobili, strumenti finanziari, altri beni digitali, ecc.), i quali sono così messi a disposizione di un mercato di capitali.
Nonostante sia un processo ormai conosciuto da anni dagli operatori del settore, ha acquisito maggiore fama negli ultimi 2 o 3 anni e si prevede che cresca ancora di più negli anni a venire.
Tra i beni oggetto di tokenizzazione, gli strumenti finanziari sono infatti uno dei beni che attirano maggiormente l’attenzione, data la loro particolare natura e la stringente regolamentazione. Per tale motivo l’Unione europea ha voluto consentire agli operatori di sperimentare sfruttando la disciplina del regolamento (UE) 2022/858 che introduce un regime pilota le infrastrutture di mercato basate sulla tecnologia di registro distribuito (“Regolamento DLT”).
Cosa significa “Token”?
Per comprendere meglio quanto sarà discusso in seguito è importante avere chiaro in mente il significato di token. Questo consiste in una rappresentazione digitale di un bene o di un diritto, registrato su una blockchain.
Il token agisce quindi in modo simile ad un gettone che rappresenta un sottostante e può essere programmato per eseguire determinate funzioni o condizioni tramite i c.d. smart contracts.
A seconda delle caratteristiche intrinseche si distingue poi tra diversi esempi di token (utility token, stablecoin, token non fungibili, security token, ecc.).
Tokenizzazione: Il significato e la procedura
La tokenizzazione si riferisce al processo di rappresentazione di un asset fisico o virtuale su una blockchain mediante l’emissione di token.
1 – Fase di programmazione
Questo processo inizia tipicamente con l’individuazione dell’oggetto da tokenizzare (sia esso un diritto o un bene), con la determinazione del relativo procedimento tecnologico (ad es. scelta della blockhain, della tipologia di token, delle relative caratteristiche, ecc.) e con la definizione della disciplina legale e regolamentare (e.g. il caso della tokenizzazione immobiliare sarà diverso da quello degli strumenti finanziari partecipativi che sarà diverso da quello di diritti di proprietà intellettuale).
2 – Fase di creazione
Questa fase include anzitutto la gestione degli asset che sono oggetto del processo di tokenizzazione. Ad esempio, se si tratta di beni fisici, sarà necessario predisporre un meccanismo di custodia (neutro rispetto al venditore o acquirente dei token) o nell’ambito della tokenizzazione immobiliare potrebbe essere necessario definire un meccanismo che coinvolga il notaio.
Sono poi effettivamente generati i token sulla blockchain. È importante che questi riflettano le caratteristiche individuate nella fase 1 e rispettino eventuali limitazioni imposte dalla normativa. Ad esempio, nell’ambito della condivisione di dati, il Regolamento UE 2023/2394 (“Data Act”) impone che vi sia un meccanismo per cessare l’esecuzione di transazioni tramite smart contract (c.d. kill switch). Ancora, nell’ambito della degli strumenti finanziari è richiesto che il responsabile del registro assicuri la conformità della blockchain alle caratteristiche tecniche previste nella normativa.
3 – Fase di distribuzione
Creati i token è necessario che siano messi a disposizione degli investitori. Questa è una fase importante per diversi motivi.
Innanzitutto, gli investitori potrebbero non essere esperti del Web3 e quindi potrebbe essere necessario strutturare un meccanismo quanto più semplice possibile per facilitare l’acquisto dei token (ad esempio creando i wallet per gli investitori). Questo passaggio non è sempre banale perché potrebbe avere conseguenze anche di natura legale (ad es. se il promotore del progetto decidesse di custodire le chiavi crittografiche dei wallet degli investitori potrebbero applicarsi le norme relative ai servizi di custodia).
Un secondo passaggio di grande importanza è la creazione del mercato secondario. Questo rappresenta un elemento fondamentale perché consente di rendere effettivamente liquido un bene.
4 – Fase di gestione
Una volta lanciato il progetto di tokenizzazione sarà necessario svolgere le attività di gestione e manutenzione. Ciò coinvolge la parte tecnica del progetto (e.g. soluzione di bug, implementazione di nuove funzionalità, cybersecurity, ecc.), le classiche funzioni di business development e marketing e la parte fiscale e legale (le attività di quest’ultima variano a seconda di cosa è effettivamente tokenizzato).
L’apertura del legislatore
Una delle ragioni dietro la recente crescita del mercato della tokenizzazione è l’aumento dell’interesse da parte di operatori istituzionali (e.g. banche, fondi di investimento ecc.) e la regolamentazione di questo settore.
Si sa infatti che l’innalzamento della certezza del diritto comporta una maggiore fiducia degli investitori, soprattutto istituzionali, conducendo alla nascita di progetti e ad una maggiore sperimentazione.
Da questo punto di vista l’Europa ha scelto di sostenere la crescita di questo mercato proprio tramite la regolamentazione. Il regolamento (UE) 1114/2023 sui mercati in cripto-attività (c.d. MiCA) definisce un regime regolamentare omogeneo per emittenti di token e fornitori di servizi.
L’Unione europea ha altresì messo a disposizione degli operatori un regime pilota per le sperimentazioni di tokenizzazione di strumenti finanziari tramite il Regolamento DLT.
Se l’oggetto fossero invece i dati allora sarebbe necessario considerare quanto meno il regolamento GDPR e la normativa prevista nel Data Act.
Le nuove opportunità
La domanda che spesso viene fatta è: ma perché si vuole tokenizzare?
Per quanto spesso si tratti di una domanda non banale, vi sono alcuni vantaggi tipici legati a questo processo che la blockchain consente di sfruttare.
Il primo è sicuramente la creazione di un mercato liquido. Si pensi, ad esempio, alla tokenizzazione immobiliare o comunque alla Real Worl Asset tokenization.
La democratizzazione degli investimenti in beni è sicuramente un ulteriore vantaggio. Anche qui il settore degli immobili può fornire un ottimo spunto: quante persone vorrebbero investire in immobili ma non hanno capitale sufficiente? Con il frazionamento tramite token si possono acquistare token rappresentativi solo di una parte dell’intero bene (ad esempio una porzione di valore dell’immobile), così da poter investire anche cifre inferiori.
La tokenizzazione comporta inoltre una riduzione dei tempi di esecuzione delle operazioni (poiché avvengono 24/7 e direttamente sulla blockchain) e una riduzione dei costi operativi (si pensi qui al mondo degli strumenti finanziari).
Grazie alle caratteristiche tipiche delle blockchain (che sono fondamentalmente registri pubblici) è altresì garantita la trasparenza delle operazioni. Infatti, chiunque può vedere le operazioni che sono state eseguite sulla blockchain. Attenzione però, la blockchain garantisce solamente la trasparenza delle operazioni e delle informazioni archiviate sulla blockchain stessa. Non garantisce invece la correttezza delle informazioni che sono fornite alla blockchain da un soggetto esterno (c.d. oracolo).
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